never say digital
Posted on 7 settembre 2016 by Sasà Tomasello on Digital Marketing, Digital Marketing, Engagement, Digital Marketing, Influencer Marketing, Never Say Digital, Social Media, Social Activation, Social Media

Influencer marketing isn’t new. Ep. 2

Volendo ripartire da quanto sostenuto nella prima parte di questo articolo (che puoi leggere qui), dove sostenevo che un approccio più qualitativo che non quantitativo del lavoro di Influencer Marketing, si può basare non solo sulle dimensioni del pubblico, ma anche alcune su variabili come il contenuto e l’engagement, per avvalorare la tesi, un recente studio condotto da Markerly ha rilevato che il valore di ingaggio di un influencer, scende in realtà con l’aumentare dei suoi follower.

Engagement-by-audience

Mentre un influencer con appena 1.000 seguaci su Instagram ha un tasso di circa l’8% di engagement, questo scende di ben 4 punti percentuali per chi ha un numero di follower tra 1.000 e 10.000. Ancora peggio fanno quelli che ne hanno tra i 10.000 e i 100.000 con un tasso che arriva appena ad un 2,4%.

Verrebbe da pensare che per i brand convenga creare connessioni con influencer più piccoli, e non sarebbe una approccio del tutto errato, in quanto certamente hanno un seguito più autentico e di utenti impegnati attivamente, come ci suggerisce il caso LaCroix.

lacroix

Ma no! A mio avviso, neanche questa sarebbe la mossa più giusta. Potremmo dire che, come sempre, la verità sta nel mezzo. E ovviamente non esiste una formula magica, ogni brand, ha la propria storia, il proprio modo di comunicare e conseguentemente la propria strategia da mettere in atto. E per quanto scontato, è sempre meglio affidarsi a professionisti in grado di studiare strategie adatte a pianificare un campagna, attraverso un corretto utilizzo di influencer, capaci di veicolare il messaggio in rete per poter garantire un adeguato ROI (ritorno dell’investimento).

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