never say digital
Posted on 13 giugno 2016 by Sasà Tomasello on Advertising, Digital Marketing, Viral Marketing, visual content

Un Sacco Giusto, lo spot che ci fa fare i conti con la realtà.

L’importante è “starci attento”, anzi, “più attento”. Ebbene si, la nuova campagna Un Sacco Giusto, realizzata per Legambiente Onlus e CoopVentuno, che nulla ha a che vedere con il più noto Verdoniano “Un Sacco Bello”, ci mette davanti una realtà più scomoda di quella che ci aspetteremmo da uno spot d’interesse sociale.

Il protagonista è Fortunato Cerlino, noto ai più come Pietro Savastano, il boss della serie Gomorra. La location è un supermercato, tanto stereotipato da essere familiare come uno qualsiasi dei tanti che ognuno di noi frequenta abitualmente.

#UnSaccoGiusto
La mano della camorra è arrivata sugli shopper compostabili. Metà dei sacchetti in circolazione in italia è illegale. Sai come riconoscerli? Sei attento?
Guarda il video con Fortunato Cerlino, alias Pietro Savastano della serie Gomorra.
E scopri di più (anche come distinguere i sacchetti legali da quelli illegali) qui >> www.legambiente.it/unsaccogiusto

Pubblicato da Legambiente Onlus su Giovedì 9 giugno 2016

La piaga sociale è come inconsciamente portiamo letteralmente la fin nelle nostre case criminalità organizzata, nascosta dietro un semplicissimo sacchetto per la spesa. Il fine, tuttavia, è quello di raccontarci una verità su noi stessi.

Apparentemente la campagna è costituita da un unico piano-sequenza sul monologo di Cerlino, che, guardandoci dritto negli occhi per la maggior parte del monologo, ci racconta “la sfida” di CoopVentuno, invitandoci a imparare a documentarci e a fare attenzione, a fare ognuno “la propria parte”. Lo spot potrebbe finire qui.

unsaccogiusto

I fruitori in ogni caso sarebbero arrivati a “guardare” la campagna fino a questo punto, e di certo, a questo punto, nessuno si aspetterebbero qualcosa di “diverso” dalla chiusura. Invece no. E’ ora di “vedere” realmente lo spot. “Ah, ma io già sto attento! Stai pensando questo vero?” Così ci si rivolge Cerlino, e ci sfida a cambiare “angolatura”. Così iniziamo a guardare veramente lo spot. lo stesso, ma questa volta ci porta “dietro le quinte”, e ci dimostra come in realtà non siamo affatto attenti a quello che vediamo, a quello a cui pensiamo di prestare attenzione, a quello che ci illudiamo ci basti guardare per vedere.

In questo sta la forza di questa nuova campagna: non ci vuole convincere a “stare attenti”, ci dimostra che non lo siamo. Probabilmente se questo fosse uno dei tanti spot contro l’illegalità, ben fatto e ben distribuito, ma che spesso ci colpiscono più per “affezione” verso i testimonial che per vera capacità di interessarci, lo dimenticheremmo, e la prossima volta, entrando al supermercato non penseremmo alla criminalità organizzata mettendo la spesa nei sacchetti. La speranza invece è che avendo visto la campagna Un Sacco Giusto, da ora in poi faremo più attenzione a se la cassa è chiusa o aperta.

cortometraggio_unsaccogiusto

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